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E' online il nuovo numero di Vivo Castelfranco, apertura dedicata alla quinta edizione di Cinema di Nuovo che propone quattro film del grande Stanley Kubrick. Questa settimana apertura sui nostri piccoli amici a quattro zampe a cui abbiamo dedicato uno speciale con l'intervista al veterinario, dottor Roberto Pagani, sulle problematiche che possono avere nella stagione fredda, e quella ad Alice Perati, referente dei volontari del Canile e Gattile di Magreta. Ovviamente non mancano nemmeno le sagre dedicati alle eccellenze della nostra zona, dalla Bonissima in Piazza Grande alla Festa della Castagna di Zocca.

E' online il nuovo numero di Vivo Terre di Castelli. Questo mese copertina dedicata alla Festa della Castagna di Zocca, tre domeniche dedicate al frutto per antonomasia della montagna. All'interno del giornale uno speciale con la presentazione della Superlega, il calendario del campionato e l'intervista ad Andrea Lucchetta, grande ex della Panini di Velasco ora commentatore Tv. Oltre ai modenesi abbiamo sentito anche il parere del medico sportivo, dottor Tripi.

E' online il nuovo numero di Vivo Sassuolo. Questo mese apertura dedicata alle Fiere d'Ottobre, tradizionale appuntamento autunnale sassolese. Questa settimana siamo andati in una zona particolarmente calda come quella di viale Gramsci, R-Nord. E' online il nuovo numero di Vivo Pavullo. In primo piano i nuovi campi da tennis al coperto inaugurati lo scorso 15 settembre. Durante il Festival della Filosofia diverse sono i laboratori che hanno come protagonista il balsamico. Ph: lulyna.

E'online il nuovo numero di Vivo Sassuolo. Tanti appuntamenti, come sempre, anche a Sassuolo. Un mese di cultura, musica, divertimento, volontariato e tanto altro. In questo numero siamo andati a sentire residenti e commercianti della Zona Tempio-Stazione. E' online il nuovo numero di Vivo Castelfranco, il primo dopo la sosta estiva.

Malaggi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del cremonese, di Isola Dovarese in particolare, potrebbe derivare da una forma etnica dialettale riferita al paese cremonese di Malagnino, forse il paese d'origine del capostipite, una seconda ipotesi propone invece una derivazione da una forma contratta del termine dialettale lombardo arcaico malanaggi accidenti, maledizioni. Larga la sua diffusione nel Modenese; raro invece Malagola. Malantuono, quasi unico, sembrerebbe dell'area campano, molisana, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un capostipite di nome Antonio, che evidentemente non godesse di una buona fama.

Malasomma ha un ceppo a Napoli, Caivano e Pollena Trocchia nel napoletano ed uno a Bari, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero derivare dal termine greco soma corpo , forse ad indicare uno stato di salute cagionevole del trovatello. Concentrato nell'areale che comprende le province di Milano, Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova, presenta forse anche un piccolo ceppo nelle Marche ed uno nel reggino. Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale italiano Malatesta.

Fonte: F. Similmente il cognome Malvasi. In nomine sancte et individue trinitas, anno dominice incarnationis millesimo centesimo quadragesimo septimo, die kalendarum maii,indictione decima Malavolta quondam Philippi presentes affuerunt testes Traccia di questo cognome si trova sempre a Siena nel quando uno dei consoli era un certo Filippo di Malavolta.

Agli inizi del a Siena troviamo il Vescovo Donasdeo Malavolti.

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Dino Compagni nella "Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi" nell'anno , cita:" Aveano i Guelfi bianchi inbasciadori in Corte di Roma, e i Sanesi, in loro compagnia, ma non erano interi. Era tra loro alcuno nocivo uomo: fra' quali fu messer Ubaldino Malavolti giudice, sanese pieno di gavillazioni, il quale ristette per cammino per raddomandare certe giuridizioni d'uno castello il quale teneano i Fiorentini, dicendo che a lui appartenea; e tanto imped?

Poco diffusa la variante Malavolti. Ora, per capire meglio il passaggio dall'originale Melki'or all'adattamento italiano in Macchiavello, bisogna innanzitutto considerare la variante in Malchiodo: Malchiodo, infatti, nasce per effetto del fenomeno del rotacismo dal nome Marchioro , in cui la R del suffisso -oro si trasforma in D cfr. Molto raro probabilmente di origini pugliesi. In hiis singulis sex placitis det ei abbas ad servicium unum malderum panis et frissingum, qui valeat XXX.

Tipico del milanese, potrebbe trattarsi di un cognome composto dai cognomi Maldi e Fassi. Diffuso in tutt'Italia a macchie di leopardo, sicuro un ceppo pugliese, ma sono presenti senza dubbio altri nuclei, deriva da soprannomi legati alle caratteristiche del capostipite, malerba cattivo soggetto. Sic dulcia care Limina cum peteret iuuenis malesanus amice A seguito di un suggerimento da parte del Signor Paolo Bianchi, inseriamo un'ulteriore possibile interpretazione circa l'origine etimologica di questi cognomi.

Malfatti ha un ceppo nel Trentino e Veneto occidentale, ed uno nel lucchese, Malfatto ha un piccolo ceppo nel rovigoto ed uno importante nell'alessandrino e genovese con ramificazioni nell'astigiano e basso torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malfatus, nome originato dal soprannome Malefactus brutto, fatto male , di cui abbiamo un esempio a Riva TN nel con il magistrato Malfato Salvadori, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Cadore nel con il capitano d'armi della Repubblica Veneta Bortolo Malfato da Padova alla difesa di Cortina d'Ampezzo contro le truppe imperiali.

Malfer ha un ceppo a Dro, Arco, Trento, Aldeno, Riva del Garda e Cavedine in trentino, ed a Garda nel veronese, di origini cimbriche, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origini germaniche Malferus , di cui troviamo un esempio d'uso nel in un atto: "A. Mccxxi, tempore Honorii pp. Isole, eorumque fratribus et successoribus in perpetuum quicquid Benedictolus Malferus habuit et tenuit in Monte et sibi pertinuit vel alibi territorio Galeat plebis S. Petri, excepto duas petias terre, unam quam habet Anno Ioannes filius quondam providi viri ser Sisini de Malferis de Dro civis et habitator Tridenti publicus imperiali auctoritate notarius.

Et refulsit inter istos Pantaleo Malfitanus, cuius fortis et astuti est confusa maledicti Specifico del nordmilanese, deriva dal toponimo Malgrate CO. Assolutamente raro potrebbe essere di origini picene, potrebbe derivare da un soprannome. In presentia eorum qui infra leguntur, stetit et convenit inter donum Iacobum, abbatem monasterii de Morimondo, et ex altera parte inter Monachum et Malagaidam qui dicuntur Porcelli, de Mediolano, ipse donus abbas per se et similiter pro preposito de burgo Roxate, et ipsi Monachus et Malagaida per se et similiter pro heredibus quondam Malinverni qui dicebatur item Porcellus, qui in eorum tutella sunt, eo tenore quod de tota decima territorii loci Ozani, Tipico dell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo Malisana di Torviscosa UD.

Diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbe derivare dal nome medioevale Malitia di cui abbiamo un esempio in una lapide del " Rohlfs, Mallardi ha un piccolissimo ceppo tyrietino ed uno fiorentino, con il nucleo principale in Puglia a Bari e nel barese a Sammichele di Bari, Casamassima, Triggiano, Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge, un ceppo a Cerignola nel foggiano ed uno a Taranto e Laterza nel tarantino, Mallardo ha un grosso ceppo a Giugliano in Campania nel napoletano, con presenze anche a Villaricca, Quarto, Marano di Napoli, Napoli, Qualiano e Mugnano di Napoli, sempre nel napoletano e ad Avellino, e con un ceppo anche in Puglia a Foggia ed a Corato nel barese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Malhard , forma contratta del nome Magilhard , composto da magin forza ed hard duro , con il significato di fortissimo o durissimo , nome probabilmente portato da capostipiti giunti in Italia al seguito degli svevi.

Cum Minerva manum move. Dii facientes adiuvant. Manum admoventi fortuna imploranda est. Manus pretium: dat operi. Ni molas, non comedes. Qui vitat molam, vitat farinam. Optimum obsonium labor senectuti. Qui arat olivetum, rogat fructum Columel Artem quaevis alit terra. Ex umbra in solem educere: rem elaboratam.

Hic porticus miseriae.

Aurum e stercore colligendum. Muli Mariani. Mallus enim milites ad sarcinas e furca ferendas assuefecerat Malnati ha un ceppo a Varese, Malnate, Bisuschio, Arcisate e Vedano Olona nel varesotto, uno secondario a Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Malnate nel varesotto, probabile luogo d'origine del capostipite. Anno ", probabilmente nato da un soprannome originato dalla credenza che i capelli rossi portassero sfortuna e fossero fonte di disgrazia. Malpesi, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Malpeso, altrettanto raro, parrebbe del napoletano, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero indicare che il fanciullo era il frutto, il peso, di un'azione mala riprovevole.

Maltagliati ha un ceppo nel milanese ed uno toscano originario tra pistoiese e fiorentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una cattiva reputazione della famiglia. Maltempo, tipicamente campano, sembrerebbe specifico di Polla, Petina e Montecorvino Rovella nel salernitano e di Marcianise nel casertano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito da funzionari degli orfanotrofi borbonici a dei trovatelli, forse indicando che il futuro di questi fanciulli sarebbe stato particolarmente difficile.

Estremamente raro, sembrerebbe tipico della Sicilia orientale, deriva dal toponimo Malvagna ME. Visa quidem predicta promissione et visis et intellectis omnibus a predictis consulibus Iuraverunt etiam hoc idem electi iam consules Malvicinus Petrus Gascus, W illelmus Squirpus, Gaiolus, Raimundus Audricus, et sic omnia fieri voluerunt.

Da dove deriva? Clesia levait a Zipari et iudice a Justa. Visse a cavallo del XIII secolo. Raimondo Mameli e Teresa Paradiso si dovettero poi trasferire a Genova al seguito della famiglia reale. Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme CZ. Assoldati da Agatocle di Siracusa, alla sua morte a. Stanchi della guarnigione cartaginese, fecero appello ai romani, provocando l'inizio della prima guerra punica a. Mamertino divenne quindi un nome etnico in epoca romana, per poi sopravvivere ed essere cognominizzato in epoca altomedievale. Mamertino e Fl. Il nome Galati deriva dall'arabo Qual'at , che vuol dire "rocca", in riferimento alla rupe su cui sorge il paese.

Oppido deriva dal vocabolo latino oppidum , con il significato di luogo fortificato, piazzaforte. Gli appositivi "Mamertino" e "Mamertina", invece, si ricollegano in entrambi i casi a quella storica popolazione dei "Mamertini" che si professava discendente del dio Marte. Specifico di Maiori SA. Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite: mammatus che in latino significa a forma di mammella e mammeata vuol dire dal bel seno.

Viene celebrato dal calendario romano il 17 agosto. Traccia della loro presenza si riscontra negli antichi documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Contrate Marmille. Contrate Partis Varicati — Barigadu. Arcidano 36, etc.

Secondo il Dott. Manaldi e Manualdi sono praticamente unici, Menaldi, assolutamente rarissimo, ha un ceppo tra Lazio, Molise e Campania, Menaldo ha un ceppo tra padovano e vicentino ed uno nel torinese, dovrebbero derivare dal nome longobardo Menaldus a sua volta derivato da Manaldus o Manualdus. Manara, tipico della Lombardia e del Veneto Verona deriva da mannaia. Nei dialetti lombardi e piemontesi e sopravvissuta fino agli anni '50 la parola manarin, piccola scure. Decisamente sardo, potrebbe avere un ceppo anche nel Salento, dovrebbe derivare da soprannomi dialettali legati alla caratteristica del capostipite di essere mancino.

Dal latino manca. Mancarella ha un ceppo nel Salento, a Monteroni di Lecce, Lecce, San Pietro in Lama, Martano, Surbo, Castrignano del Capo, Miggiano e Lequile nel leccese, a Taranto e Sava nel tarantino ed a Brindisi, San Vito dei Normanni ed Erchie nel brindisino, ed un ceppo in Sicilia nel siracusano, a Siracusa e Solarino, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti, che probabilmente erano mancini.

Hostilio Mancino cos. Quae auspicia tristia fuisse euentu probatum est. Victus enim a Numantinis et castris exutus, cum spes nulla seruandi exercitus esset, pacem cum his fecit ignominiosam, quam ratam esse senatus uetuit. Hostilius Mancinus fu Console nel "ab urbe condita". A Roma i Mancini vennero chiamati anche Lucij, nome allusivo ai pesci alzati nello stemma. Il primo rappresentante certo della famiglia fu Lucio che visse nel Nei secoli si suddivise in vari rami: il ramo di Sicilia ebbe per capostipite Giacomo che venne in Sicilia nel per fuggire alle persecuzioni di Vitelleschi tiranno di Roma, e da lui discesero i baroni di Tardello, Tumminii e Ogliastro.

Il ramo di Nevers nacque dal matrimonio nel tra il barone Michele Lorenzo e la nobile siciliana Girolama Mazzarino, sorella del potente cardinale Giulio; i membri di questo ramo furono duchi di Nevers e Donzy, principi di Vergagne e del Sacro Romano Impero, grandi di Spagna di prima classe e pari di Francia: importante fu la figura di Luigi GiulioO , duca di Nivernais, generale, diplomatico e scrittore.

Arma : d'azzurro a due pesci d'argento in palo. Sia Manda, che Mandi e Mando sono assolutamente rarissimi, quasi scomparsi, potrebbero derivare dall'aferesi del cognomen latino Amandus o del nome franco germanico Armand. Sembra essere originario del comasco, l'area di massima concentrazione comprende le province di Bergamo, Milano e Como, dovrebbe essere derivato dal toponimo Mandello del Lario LC. Ioannes Vrsinus Marnam vsque vicum progressus hosteis superioris diei labore fessos ac vix se lecto ad strepitum molienteis oppressit, et multos ex iis cecidit.

Tipico della provincia di Cremona, potrebbe derivare dall'aferesi del nome italo germanico Armando o del nome Amand in uso presso i Franchi. Il significato dovrebbe essere quello di ' mandriano '. Nel casentino, nel troviamo il Capitan d'armi Dominicus Mandrilli. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, sotto l'anno , dove leggiamo : ". Interfuerunt testes Ego Otto notarius sacri pallacii interfui et hoc breve scripsi". In un atto del Codice diplomatico lombardo del leggiamo: " Georginus filius quondam Symonini sindicus per instrumentum, qui ellegit pro suo communi dominum Gabardum pro Biandrono Antonium Luchinum consul sindicus ut dixit per instrumentum, qui pro ipso communi ellegit dominum Gabardum pro Bregano Manfrinus filius quondam Togni..

Mangialardi ha un piccolo ceppo a Senigallia nell'anconetano, uno altrettanto piccolo a Quarrata nel pistoiese, ed uno importante a Modugno nel barese ed a Bari, Bitritto, Palo del Colle e Bitetto, sempre nel barese, Mangialardo ha un piccolo ceppo nell'anconetano, ad Osimo, Falconara Marittima ed Ancona, uno a Roma ed uno a Bari e Trani nel barese ed a Copertino nel leccese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dall'abitudine dei capostipiti di mangiare lardo, caratteristica che li poneva tra la gente di una certa agiatezza, o li classificava come mangioni.

Specifico del pavese e aree milanesi confinanti, dovrebbe derivare da un soprannome. Personaggi notevoli di questa casata furono: Giacomo, Cavaliere , Antonio, Barone di Castelluzzo , Antonio, Marchese di Casalgerardo PA , Barone di Castelluzzo in quanto discendente da Antonio, Cavaliere in quanto discendente da Giacomo, Nobile in quanto discendente da Antonio. Assolutamente rarissimo, sembrerebbe esserci un unico ceppo nell'astigiano, che potrebbe derivare dal toponimo Mango CN , ma l'origine potrebbe anche essere nell'Italia meridionale, e deriverebbe allora da toponimi come Mancuso CZ.

Tipico del basso Friuli, provincia di Pordenone in particolare di Arzene nel pordenonese, deriva dal toponimo Maniago sempre nel pordenonese. Manias ha un ceppo tra veneziano e pordenonese, a Portogruaro nel veneziano e ad Azzano Decimo e Fiume Veneto nel pordenonese, ed uno in Sardegna, ad Ales e Curcuris nell'oristanese, a Cagliari ed a Guspini nel Medio Campidano, il ceppo friulano potrebbe derivare da una forma dialettale originata dall'aferesi del nome Roman.

Non sappiamo altro. Manieli e Manielli, praticamente unici, sono sardi della zona sudoccidentale dell'isola. Nella storia di Roma troviamo un certo Caius Manilius, tribunus plebis, nel 66 a. E nel I secolo d. Altro non sappiamo. Infatti nelle carte antiche della storia e della lingua della Sardegna, lo ritroviamo sempre senza doppia.

Tracce di questa cognominizzazione si trovano ad esempio in atti processuali del a Bormio SO : " Coram spectabili viro domino Galeazzo de Manieris. Li ritroviamo nelle carte antiche della lingua sarda. Curatorie de Anella. Manigas Orzocco , teste in una donazione di servi: posit iudice Petrus homines ad sancta Maria de Bonarcadu: ad Elene Tolu et assu fiiu et a Furadu Mameli et ad Paganellu cun su fiiu.

Manicas Dorgotori , de Favules villaggio scomparso della Curadoria di Caputabas ; coinvolto in una donazione di terre, alla chiesa di San Nicola, di donna Preciosa d'Athen. Molto raro sembra essere ormai solo padovano, dovrebbe derivare dalla gens Manlia ed avere origini molto antiche in Toscana.

Corradi domini. Hermanni de Monaldensibus, Manis ha un ceppo nel sud della Sardegna e ad Oristano ed uno nel Salento in particolare a Nociglia LE , il ceppo sardo dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo manis mani , il ceppo pugliese potrebbe invece essere dovuto a modificazioni del cognome Manes vedi MANES. Per manis rimane qualche dubbio: potrebbe essere la corruzione di manus , oppure potrebbe derivare dal latino manis — e aggettivo che significa buono , sinonimo del latino bonus!

Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis…nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant…congregati. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno a Sovere: " Alberico Manno, Andreas, Dominico itemque Manno, Alberico vicini et consorti de loco Ceredo nominative de duabus pecias de terra campiva et prativa Non va esclusa anche una possibile derivazione da una forma aferetica del nome Her mannus , ital. Forme derivate sono Mannelli e Mannini. Il nome proprio Manno compare in una carta modenese del , Mannus del Significano grande e derivano dal latino magnus.

Hanno pure il significato di vecchio, anziano. Odierna Borore. Partis de Montibus. Testes: Comita Cotane et Petru Mannu. Nella storia della Sardegna son diversi i personaggi con tale cognome, che hanno contribuito a fare grande il nome della propria terra. Tra i quali ricordiamo in ordine cronologico : Mannu Cristoforo, vescovo della diocesi di Castra oggi scomparsa dal , al Manno Francesco vescovo ultimo della diocesi di Ampurias poi Tempio Ampurias dal al Nel fu insignito del titolo di giudice della Reale Udienza. Quasi tutti i centri della Sardegna hanno a lui dedicato il nome di una Strada, di una Piazza o di una Scuola.

Gode di certa fama anche il figlio di Giuseppe Manno, Antonio. Tante altre opere sono sue. Tipicamente toscano, dell'area tra fiorentino e pistoiese, dovrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Osmannoro FI. Esempio di questa cognominizzazione si ha a Napoli con lo scrittore "Joannes Baptista Mansus" contemporaneo del Tasso. Manso, estremamente raro, sembra tipico molisano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo latino mansus podere , del cui uso abbiamo un esempio a Pavia in un atto "..

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Deinde Sergius, filius prefecti Marini, sedit annos 3; temporibus Mauri prefecti Bonus et Iohannes comites; post ipsos Pantaleo et Pantaleo comites; deinde Leo et Iohannes comites. Sequitur Manso et Pantaleo comites; post ipsos Sergio et Iohanne comitibus. Dovrebbe essere originario della zona tra Bari, Taranto e Brindisi, deriva dal cognomen latino Mansuetus o dal suo equivalente medioevale Mansueto.

Il cognome sbrigativamente potrebbe farsi derivare dal toponimo del piccolo centro presso Vanzago, in provincia di Milano. Altra interpretazione: deriva dal latino ' mantica ', nome con cui si designava la bisaccia dei viandanti che veniva appesa alle spalle, con una parte che cadeva davanti e l'altra dietro.

Tipico cagliaritano, dovrebbe derivare dal vocabolo catalano mantega burro, grasso. Et appus custa binkidura ki li feki, bennerun issos ad mimi et benderunimi omnia cantu vi avian in su saltu de Biosevin. Et isse kertaimi ca "Si vendi, cosa mea vendi e de frates meos". Io prete Ithoccor de Fravile ho fatto causa nel tribunale di donnu Mariane de Maroniu, a Ithoccor Manutha: "Hai venduto Comita Catroske a donnu Petru donnikellu della famiglia del giudice , che apparteneva interamente a San Pietro"?

E mi rispose arrogantemente: "Se ho venduto, ho venduto cosa mia e dei miei fratelli"! Nichela; et ego deili latus in Maria Virrake, fiia de Iorgi Virrake. Torres , Alghero , Sorso 68, Olbia 56, Cagliari 30, etc. Originario della provincia di Treviso, dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere di custode di mucche. Molto molto raro, tipico dell'udinese, deriva dal toponimo Manzano UD. Un'altra ipotesi li fa derivare dal vocabolo latino medioevale mansum rimasto con riferimento allo stato di l avoratore asservito alla terra.

Specifico dell'area compresa tra Bergamo, Lecco e Milano, deriva dal toponimo Mapello nel bergamasco. Molto raro nel Modenese. Specifico del lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo latino mirabilis meraviglioso , tramite deformazioni dialettali. Maradei ha un piccolo ceppo nel potentino, al confine con il cosentino, dove ha un ceppo soprattutto a Mormanno, Morano Calabro, Castrovillari, Cassano allo Ionio, Oriolo, Altomonte e Cosenza, Maradeo, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare da un nome medioevale che augurasse ai propri figli di professare l'amore in Dio.

Bartolomeo Maragliano di Antonio Maria e Andrea Testino di Giacomo massari della chiesa di Calvari desiderano far fare una cappella in marmo secondo disegno del maestro "marmararo" Giuseppe Gaggini di Francesco Estremamente raro, specifico del bresciano, deriva dal toponimo Peschiera Maraglio BS. Maragni ha un piccolo ceppo nel mantovano, Maragno ha un ceppo veneto, in particolare nel padovano e rovigoto, un ceppo ferrarese, uno tra romano e latinense, probabilmente anch'esso di origini venete, ed uno tra materano e tarantino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maranius , di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo all'anno " Eam vero dominus Maranius scriptam putat circa medium hunc annum, cujus rei praeter rationes a docto et solerti viro productas, non levia apparent indicia, tum ex ipsis ad Damasum, tum ex aliis ad Meletium litteris.

Memoratorium factum a nos Maraldus et Alcoini, qui est filius quondam Falconi, eo quod ante subscripti testes per bona combenientia tradidit nobis at tenendum et laborandum Iohannes filius quondam Iohanni, qui fuit portarum, una pecia de terra cum aliquanti castaneis, Dominus Maranus de Roche de Urino Nel Modenese abbiamo Marano sul Panaro. In Sicilia, secondo G.

Tipico della zona di confine tra il Lazio meridionale e la provincia di Caserta, dovrebbe derivare dal nome del paese di Marandola nel latinense. Sembrerebbero avere due nuclei uno nel nordest ed uno in Piemonte e Lombardia, derivano dal vocabolo dialettale marangon falegname. Tracce di questa cognominizzazione l'abbiamo ad esempio nel quando il famoso architetto padovano Andrea Palladio prende in sposa a Vicenza Allegradonna figlia di Marcantonio Marangon, o anche a Vittorio Veneto dove, in un atto del si legge: " Etimologicamente tutti i toponimi e i relativi frequentissimi cognomi ad essi collegabili derivano dal nome latino Marius , tranne che in Sicilia dove, secondo G.

Secondo O. Ha un nucleo piemontese concentrato nell'alessandrino ed uno nell'udinese, inparticolare nella zona di Reana Del Rojale, dovrebbero derivare da toponimi come Maranzana AT o Maranzanis UD. Specifico del milanese, lodigiano e pavese, di Milano, Melegnano, San Giuliano Milanese e Corsico nel milanese, di Lodi, Montanaso Lombardo e Cervignano d'Adda nel lodigiano e di Vigevano e Pavia nel pavese, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale marasch mazzuola ed essere riferito quindi ad un mestiere, come ad esempio quello del muratore o dello scalpellino, forse svolto dai capostipiti.

Sembra avere 3 ceppi, uno nel mantovano ed uno tra goriziano e Trieste, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale marassus ribaldo o dal nome marasso un tipo di vipera. Blasone : diviso di verde e d'argento. Corona di Marchese. L'omo civil no se destingue dalla nascita, ma dalle azion. La fede xe el nostro mazor capital. Si hanno tracce di questo cognome fin dal medioevo. Personaggio famoso di questa famiglia fu il compositore veneziano Benedetto Marcello Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'etnico marchigiano nativo delle Marche.

Altri nuclei di Marchesani o sono presenti nel comune di Lanciano CH e limitrofi. Placuit atque convenit inter Marchesem et Azettum, infantuli, germanos et filios quondam item Azobelli, qui dictus fuit Bullio, de civitate Mediolani, ipsi qui supra Azetti infantuli consentiente suprascripto Marchese, fratre et tutore suo, seu et per datam licentiam et publicam auctoritatem Amizoni Due figli nasceranno : Bartolomeo e Giovanni che saranno conosciuti come Marchesin. Marchesiello ha un ceppo a Marcianise nel casertano ed uno che sembrerebbe secondario a Foggia, dovrebbe derivare da un ipocoristico dialettale del nome medioevale Marchese vedi Marchese.

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Tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici, anche compositi, dal praenomen latino Marcus o dai suoi derivati medioevali come ad esempio Marchettus di cui abbiamo un esempio con il compositore e teorico della musica Marchettus Paduanus Utique non er e eo, quia bonus temporo sui odio, et coaetaneus suo invidentia commendo posteritas. Tipicamente siciliano Marchica ha un ceppo nell'agrigentino ad Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Raffadali e Joppolo Giancaxio, ed uno nel palermitano a Termini Imerese e Palermo, dovrebbe derivare dal nome slavo Marcika o Marcsika , un equivalente del nome latino Marcella.

Constat nos Marchionem qui dicor de Subtus Porticu, de civitate Mediolani, et Fitiam, iugales, qui professi sumus lege vivere Longobardorum, mihi que supra Fitie ipso Marchione Marchisi, assolutamente rarissimo, parrebbe del nord, Marchisio sembrerebbe specifico del Piemonte, dovrebbero derivare dal nome medioevale Marchisius di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Carta iudicati del a Meda MI : "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo sexto, indicione quarta.

Ego in Dei nomine Marchisius qui dicor Cotta de loco Lazate, qui professus sum lege vivere Longobardorum, presens presentibus dixi Ad ogni modo, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti. Abbastanza raro potrebbe essere originario dell'anconetano e deriverebbe dal toponimo Montemarciano AN.


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  • Estremamente raro, forse veronese. Puer Ioachimus septennis literarum elementa in patria didicit, sub Alexandro Marcoleone, ludi apud Studtgardianos moderatore. Mox anno aetatis decimo tertio Dolam Burgundia a parentibus missus est, cum duobus Dapiferis de Walpurg Marcolfi e Marcolfo sono entrambi assolutamente rarissimi, sembrerebbero del centronord Italia, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica marculfus di cui abbiamo un esempio in San Marcolfo del , riportiamo un frammento del testo sulla sua vita: " Incolebatur autem eadem insula paucissimis colonis ; in qua etiam religiosissimus vir, Helibertus nomine, nimiae rigore abstinentiae sese macerans, morabatur; cujus tugurium vir Domini Marculfus cum beato Romardo intrans diu cum eo, asperam cordis contritionem exercendo, vitae speculativae inhaeserunt Sembrerebbe avere due ceppi, uno principale nel padovano e vicentino ed uno nel pescarese, dovrebbe derivare da un soprannome Marco detto il lungo potrebbe essere diventato MarcoLongo.

    La stirpe di Marcolongo deve la sua origine non a un nome, ma ad un soprannome. Battista Ferrazzo, 6 aprile Nella convicinia del , Marcolongo si fa trovare sulla Piazza di Foza, davanti alla casa dei Ceschi, insieme allo zio paterno Bonato, fratello pare di Gianese e figlio di un altro Marco